Fondazione OAGE-Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Genova

FOROBA YELEN. NOTTI DI LUCE IN MALI.

FOROBA YELEN Notti di luce in Mali

A cura di Matteo Ferroni

CASTELLO D’ALBERTIS    Museo delle culture del mondo    Genova     

27 febbraio 2018 - 6 aprile 2018

 

 

FOROBA YELEN. NOTTI DI LUCE IN MALI. INCONTRO CON MARCO AIME
docente di Antropologia culturale, Università degli Studi di Genova 

"TIMBUCTU', IERI E OGGI" 

DATA: 27 febbraio 2018

ORARIO: 17.30-19.30

SEDE: Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo - Corso Dogali,18 Genova

POSTI DISPONIBILI: 20

MODALITÀ D’ISCRIZIONE  collegandosi al link https://imateria.awn.it

 

Timbuctu, un nome che agli occidentali evoca distanza e mistero, al limite della leggenda. Città dai mille volti, Regina delle sabbie, Eldorado africano, La misteriosa, spesso disegnati da altri, ha attraversato i secoli del medioevo, diventando uno dei principali centri culturali e commerciali del’Africa. Per gli occidentali appartiene allo spazio geografico, per i musulmani a quello religioso. Quasi dimenticata in epoca moderna, ha vissuto più del suo mito che non per la sua realtà, ma dall’inizio dell’ultimo decennio è tornata al centro delle nuove battaglie che arroventano il Sahara, tra jihadisti e truppe maligne e francesi. Saprà Timbuctu resistere anche a questa guerra?

 

 

Marco Aime (Torino, 1956) insegna Antropologia culturale presso l’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa occidentale. Tra i suoi lavori ricordiamo: Le radici nella sabbia (EDT, 1999); Diario dogon (Bollati Boringhieri, 2000); Timbuctu (Bollati Boringhieri, 2008); Gli uccelli della solitudine (Bollati Boringhieri, 2010),

 

FOROBA YELEN. NOTTI DI LUCE IN MALI. INCONTRO CON LUIGI PIZZIMENTI,
membro dell'Associazione Ligure Astrofili Polaris.
"CHE FAI TU LUNA IN CIEL?"

DATA: 10 MARZO 2018

ORARIO: 16.00-18.00

SEDE: Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo - Corso Dogali,18 Genova

POSTI DISPONIBILI: 20

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TEMA DELL'INCONTRO

La luna, fin dall'inizio della storia dell'uomo, ha rappresentato una presenza costante sia nelle tradizioni e nelle credenze, sia nella ricerca dell'ordine universale della realtà: divinità per gli antichi, ispirazione per letterati e artisti, certezza e conoscenza per gli scienziati. Testimone silenzioso e sempre presente dello sviluppo dell'uomo, il suo influsso è stato, prima ancora della scoperta nei fenomeni naturali,  culturale e sociale.

Lo scopo della giornata è di illustrare il valore antropologico della luna, attraverso un incontro che porterà la credenza e la leggenda a confrontarsi con la scienza. Il fascino e la seduzione che da sempre esercita il nostro satellite saranno il soggetto di un appassionante percorso fra ciò che l'uomo ha visto in essa e di come questo abbia influenzato la cultura umana, fino a portarla ad intraprendere il viaggio nello spazio. Il sogno fantastico dell'uomo a confronto con il sogno scientifico contemporaneo.

A cura di:

Ing. Luigi Pizzimenti  (Genova 1971)

Vice presidente e socio fondatore della Associazione Ligure Astrofili Polaris, può vantare al suo attivo una consolidata esperienza nel campo della divulgazione scientifica tramite le pregresse esperienze con gli eventi tenuti presso il Museo di Storia NAturale G. D'Oria, i diversi corsi tenuti sull'astronomia e a collaborazione con la rivista "Le Stelle" diretta da Corrado Lamberti e Margherita Hack.

Associazione Ligure Astrofili Polaris

E' una ONLUS fondata nel 1994 con lo scopo di riunire, trasversalmente alle generazioni, tutti coloro che amano e sono appassionati all'astronomia e alle scienze ad essa collegate.

L'attività dell'associazione è quella di facilitare l'accesso alla conoscenza e attivamente promuoverla tramite l'organizzazione di progettualità quali conferenze, seminari, workshop, corsi pratici per l'osservazione astronomica oltre alla cura di edizioni specifiche del settore ed osservazioni su campo.

 

 

 

 

 

 

 

FOROBA YELEN. NOTTI DI LUCE IN MALI. INCONTRO CON ANDREA DE GIORGIO 
"Altre Afriche. Racconti di paesi sempre più vicini"

DATA: 24 MARZO 2018

ORARIO: 16.00-18.00

SEDE: Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo - Corso Dogali,18 Genova

POSTI DISPONIBILI: 20

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L’Africa occidentale è sempre più vicina a noi. Nonostante la comune percezione europea, veicolata soprattutto dalla rappresentazione mediatica di un continente letto ancora oggi attraverso lenti coloniali (una lontana terra di guerre, fame e malattie), questa regione del mondo continua a bussare alle nostre porte. Luoghi archetipo della lontananza come Timbuctu, antica città nel nord Mali, stanno uscendo dalla coltre d’alterità periferica presentandosi sempre più insistentemente come zone limitrofe al nostro mondo, mettendo in crisi dicotomie fino ad ora assodate quali centro-periferia, locale-globale, noi-loro.

 

Tale fenomeno di avvicinamento geografico-culturale ed economico si dipana soprattutto secondo direttrici che ricalcano i due maggiori demoni dell’Occidente contemporaneo: le migrazioni di massa e la minaccia terroristica neo-jihadista. Attraverso un viaggio per tappe lungo la rotta più frequentata dai migranti subsahariani verso l’Europa, questo saggio si propone come principale obiettivo la decostruzione di tale percezione d’alterità e lontananza dell’Africa occidentale attraverso voci, storie ed esperienze quotidiane delle persone che lo abitano.

 

Una nuova geografia imposta dalla pressione di un nuovo soggetto politico (i gruppi terroristici di matrice neo-jihadista) che ci fa scoprire porzioni di mondo fino a ora ignorate. Un viaggio attraverso itinerari, mappe e cartine tematiche per ridisegnare una nuova geopolitica contemporanea dell’Africa occidentale. Uno sforzo necessario per riscoprire noi stessi e i nostri autentici valori comunitari oltre che per salvarci da un destino di sottomissione che oggi più che mai ci sembra (erroneamente) inevitabile e vicino.

 

Durante la presentazione prevista al Castello D’Albertis il 24/03/2018, che sarà moderata dall’architetto Matteo Ferroni, verranno anche proiettate alcune puntate di Odysseus2.0, una serie di sei video reportage girati nel 2016 sulla principale rotta dei migranti subsahariani diretti in Europa: Senegal, Mali, Burkina Faso, Niger, Libia e Italia (Lampedusa). 

 

BIOGRAFIA:

 

Andrea de Georgio, giornalista freelance (Premio Cutuli 2011 - Premio Leviti 2017), dal 2012 vive in Mali, dove lavora per media nazionali e internazionali tra cui CNN, Al Jazeera, RaiNews24, Radio3Mondo, Limes, Internazionale, Pagina 99, Nigrizia. È ISPI associate research fellow. Per OIM, agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, nel 2016 ha realizzato con Luca Pistone il documentario Odysseus 2.0. Nel 2017 ha partecipato a Diverted Aid, progetto internazionale di giornalismo investigativo sull’utilizzo dei fondi fiduciari europei per lo sviluppo dell’Africa, finanziato dall’European Journalism Center. Autore del libro: “Altre Afriche: racconti di paesi sempre più vicini” (Prefazione di Lucio Caracciolo), Editore: Egea, Università Bocconi (Milano), 2017. 

 

 

FOROBA YELEN. NOTTI DI LUCE IN MALI. INCONTRO CON CURRO CLARET

designer di Barcellona

"# Raval KM0 Luce comunitaria a Barcellona"?"

DATA: 06 aprile 2018

ORARIO: 10.00 -12.00

SEDE: ACCADEMIA LIGUSTICA DELLE BELLE ARTI - PIAZZA DE FERRARI

POSTI DISPONIBILI: 20

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Curro Claret, ha progettato, insieme a Maria Güell, un sistema d’illuminazione originale, installato per le strade di alcuni quartieri di Barcellona in occasione del Natale 2016. Il progetto ha coinvolto dei residenti disoccupati.

 

Entità, residenti e imprese del quartiere Raval di Barcellona si sono mobilitati per mostrare la loro solidarietà e impegno. Attraverso il progetto Raval Km 0, che mira a dare formazione, creare occupazione e favorire opportunità di commercio locale, il quartiere ha offerto l'occupazione e la formazione professionale per i residenti con un progetto di illuminazione artistica durante i mesi invernali. Più di 60 residenti del quartiere sono stati fotografati dall'artista Maria Espeus in situazioni che mostrano connessioni tra di loro. I loro profili sono serviti a formare 32 archi 

luminosi che ornano le strade. Questa illuminazione originale è stata progettata e concepita dal designer Curro Claret e la light designer Maria Güell e realizzato da alcuni residenti disoccupati selezionati dopo un processo di formazione nell’assemblaggio di illuminazione per 18 persone. 

 

Altri disoccupati sono stati scelti come responsabili per la realizzazione di 5.000 borse di stoffa, 

cucite e serigrafate nel Raval e che sono state distribuite tra 300 commercianti che 

partecipano dando le borse ai clienti durante il periodo natalizio. Il disegno è stato scelto 

attraverso un concorso tra i residenti del quartiere e legato alle oltre ottanta proposte ricevute. I telai con il nome del quartiere tradotto in forma geometrica portavano un messaggio carico di significati sociali. Il progetto è stato gestito tramite l'inserimento sociale e lavorativo delle associazioni Dona Kolors e Estel Tàpia, con il coinvolgimento anche di TEB Youth Association e la facoltà Blanquerna che hanno contribuito i loro consigli nella progettazione grafica e comunicazione. Diverse vetrine dei negozi espongono le fotografie originali vicino gli archi luminosi e le varie istituzioni culturali nel quartiere, come la Libreria del Cinema, il Museo Marittimo, il mercato della Boqueria, il MACBA o il CCCB presentano repliche delle composizioni a cui si ispirano. 

 

Un progetto ammirevole che collega i sentimenti di generosità e di amore del Natale con la realtà sociale di un quartiere povero.

 

FOROBA YELEN. TRASFORMARE L'ALBERO IN LUCE. INCONTRO CON MATTEO FERRONI

data da definire 

Castello D’Albertis Museo delle culture del mondo

DATA: da definire

ORARIO: 17.00-20.00

SEDE: Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo - Corso Dogali,18 Genova

POSTI DISPONIBILI: 20

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Foroba Yelen è il nome con cui gli abitanti di un villaggio del Mali hanno battezzato il lampioncino mobile creato dall'architetto italiano Matteo Ferroni. Con un racconto che unisce etnografia e design l’autore ripercorre l’origine del progetto e la dimensione simbolica della luce. Attraverso un viaggio onirico tra orti comunitari preziosi come i giardini dell'Eden, torce elettriche che brillano come lucciole nella notte e l'ombra degli alberi che diventa luce, riscopriamo un principio nuovo e allo stesso tempo antico: la luce è di tutti.

 

Vivendo due anni  nel villaggio di Cinzana (Regione di Segou), Matteo Ferroni ha voluto valorizzare i significati culturali della luce e del buio di una civiltà che, durante le intense attività notturne,vive sotto il chiaro di luna e al bagliore delle torce elettriche.

Ha esplorato la luce attraverso la dimensione simbolica del linguaggio, della religione e del tempo, per introdurre un concetto nuovo ed allo stesso tempo antico: illuminare la vita. Se nel Rinascimento il portico era l’unità di misura dei nostri borghi, in Africa rurale il nucleo della vita è l’albero, ovvero il luogo che unisce le persone e dove si forma la comunità. Così facendo, ha cercato di trasformare l’ombra dell’albero in luce, per offrire un tappeto di luce su cui svolgere le attività collettive. Infatti, mentre la luna (kalò ‘mese’) misura il tempo religioso e la torcia elettrica (dibisogò ‘trapano dell’oscurità’) agisce sullo spazio, l’ombra dell’albero agisce sulla persona trasformando l’individuo in membro della comunità. Ispirandosi alla poetica dell’objet trouvé, Matteo ha cominciato a raccogliere quegli oggetti per lui intriganti ed allo stesso tempo utili nella sua vita quotidiana, per comporre un nuovo strumento di luce replicabile da artigiani locali.

Al chiaro di luna, nel bagliore delle torce elettriche o sotto l’albero della luce, la mostra ci porta alla scoperta della ricchezza delle notti africane illuminate di vita, sia essa quella del cortile del veterinario, quella dell’orto delle donne o quella della sala per lo scrutinio elettorale o della “bottega” del macellaio.

Le immagini dei villaggi dove si è diffusa la lampada trasmettono il fascino di una tecnologia in equilibrio con la cultura; concetti come cooperazione, comunità e design vengono rivisitati in una nuova prospettiva.

Il progetto della lampada infatti, premiato dalla Città di Barcellona, pubblicato dal MoMA ed esposto alla Biosfera di Montreal come modello di integrazione tra tecnologia, cultura e natura, non si sovrappone all’esistenza nei villaggi, ma la affianca inserendosi nel ciclo di morte e rinascita degli oggetti che passano negli atelier locali dei fabbri e di coloro che nel villaggio riparano radio e TV. Brevi filmati raccontano i momenti in cui prende vita la lampada e scene notturne ci avvolgono, mentre grandi foto ci raccontano la vita dei villaggi con e senza la luce, insieme al manuale di auto fabbricazione che l’inventore ha donato agli abitanti.

Un copricapo Tywara del popolo Bamana del Mali, appartenente alle collezioni del museo, compare insieme alla danza notturna dei bambini filmati da Matteo Ferroni sotto la luce del lampioncino mobile.

 

Matteo Ferroni. Perugia 1973

Laureato presso l'Accademia di Architettura di Mendrisio (Svizzera italiana), è stato visiting professor all’Ecole Superieure d’Architecture di Bamako, al Royal College of Art di Londra, alla Universidad Nacional Autonoma de Mexico e all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Con assoluta avversione alle tendenze contemporanee, negli anni ha coltivato un approccio pienamente umanistico verso l’architettura, in cui il pensiero prevale sulla tecnologia e la composizione prevale sull’immagine. La sua opera è stata premiata dalla Città di Barcellona, pubblicata dal MoMA ed esposta in diversi musei ed istituzioni internazionali (il Museo Nacional de Antropologia di Madrid, la Real Escuela Superior de Arte Dramatico di Madrid, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano e la Biosfera di Montreal). Ha collaborato con artisti autorevoli come Ludovico Einaudi, Rokia Traoré ed il maestro del teatro contemporaneo Luca Ronconi per il quale, appena trentenne, ha progettato il Centro Teatrale. Nel 2010 costituisce, a Lugano, la Fondazione eLand per dedicarsi ai temi della contemporaneità cercando nuovi equilibri tra culture e territori. Ha affrontato il tema della democrazia energetica con i progetti di luce ‘Golondrinas’ per i quartieri popolari di Città del Messico e ‘Foroba Yelen’ per le comunità rurali del Mali, mentre attualmente ha intrapreso un progetto per ripensare il rapporto tra territorio e lavoro nelle zone rurali dell’Umbria colpite dal terremoto del 2016. Dal 2015 collabora con la Facoltà di Architettura di Barcellona al progetto sulle periferie urbane ‘Arquitectos de Cabecera’ di cui è direttore in Italia.

 

 

 

 

 


 
27 febbraio 2018  - 6 aprile 2018
Castello d’Albertis
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